Il viaggio continua altrove
Dopo due anni in giro per l’Italia, Campanili finisce, ma arriva un nuovo libro: “La rivoluzione dopodomani”. E torna Marat per raccontare le presidenziali francesi 2027
Prima di iniziare, mi sembra doveroso chiedere scusa per l’assenza delle ultime settimane: questo annuncio sarebbe dovuto arrivare prima, ma un piccolo contrattempo ha richiesto qualche giorno in più. Il progetto di Campanili si conclude. Ma ci sono due importanti novità che vi racconterò in poche righe.
Prima di tutto, però, è doveroso ringraziare: se per due anni ho potuto girare l’Italia, tra città di provincia, periferie, borghi, distretti industriali, atelier, cantieri, porti, è merito di chi ha deciso di abbonarsi al progetto, oltre all’editore, NightReview e NR edizioni, che lo ha sostenuto. È stato un modo per osservare il Paese fuori dalla capitale, con il tempo necessario per capire ciò che resta e ciò che si trasforma. Spesso, come davanti a un quadro neoimpressionista, è necessario fare un passo indietro per cogliere il significato di ciò che accade.
Ed eccomi alle due novità.
La prima: nei prossimi mesi ricomincia Marat, la prima newsletter che ho curato e che ha già raccontato le campagne presidenziali francesi del 2017 e del 2022. E lo farà anche per quella del 2027, la prima senza Emmanuel Macron. Molti di voi mi hanno conosciuto proprio grazie a Marat, e hanno la gentilezza di leggere (e sostenere) ciò che scrivo, in varie forme, da oltre dieci anni. Come forse sapete, vivo a Roma e lavoro come corrispondente per L’Opinion: non mi occupo più quotidianamente di Francia, ma ogni elezione presidenziale mi riporta lì e nei prossimi mesi tornerò a seguirla sul campo, compatibilmente con gli impegni in Italia. Questo significa che non c’è più lo spazio materiale per dare a Campanili la continuità che merita.
Quindi, la prima cosa che vi chiedo di fare è di iscrivervi a Marat
La seconda novità è che questi due anni non si chiudono così, con una newsletter.
Grazie al lavoro svolto finora ho potuto pensare, leggere, parlare con centinaia di persone, scrivere e provare a trovare i fili rossi per raccontare, almeno in parte, il momento che sta attraversando l’Italia. A un certo punto ho sentito la necessità di sistematizzare ciò che avevo imparato. Mi ha sempre colpito una frase attribuita a vari autori del Novecento – “La rivoluzione non si può fare perché ci conosciamo tutti” – che avevo già utilizzato in un numero di Campanili. Mi affascina anche perché è di difficilissima paternità: qualcuno ha provato a ricostruirne l’origine con uno studio quasi filologico, senza riuscirci. È rimasta, nella migliore tradizione dei racconti orali, passando da un autore all’altro, fino a sintetizzare una parte del nostro carattere nazionale, che è poi la chiave di lettura alla base del mio primo libro, L’Italia ha paura del mare (NR edizioni, 2023).
Questa frase dice, in fondo, che in Italia le rotture profonde sono impraticabili, perché le continuità personali, sociali e politiche finiscono sempre per prevalere. Così, più che cambiare, si tampona e si rimanda. E quando la storia non avanza per strappi ma per accomodamenti, sono i compromessi, le ricuciture e i piccoli aggiustamenti a dominare la quotidianità. Questa familiarità diffusa non è solo un tratto di costume: è una forma di potere, che fissa i confini dell’immaginario condiviso. Un paese prigioniero di un presente breve, in cui il passato pesa poco e il futuro non motiva, è in cerca di sentimenti rassicuranti, in un’epoca segnata da grandi sconvolgimenti e attitudini predatorie.
Eppure sarebbe ingiusto sostenere che tutto sia immobile, come abbiamo raccontato in tanti numeri di Campanili. E così il lavoro di questi ultimi due anni è diventato la base per un nuovo libro che si intitola La rivoluzione dopodomani. Geografia sentimentale di un’Italia che galleggia. Uscirà il 15 aprile, sempre per NR edizioni.
Chi ha sostenuto questa newsletter, abbonandosi, ritroverà alcune storie già incontrate, ma riviste, collegate e sistematizzate. Chi ne ha letta solo qualcuna sporadicamente avrà tra le mani un racconto di una nazione che ha imparato a restare in equilibrio, a galleggiare come la penisola stessa nel suo mare, mentre intorno i cambiamenti accelerano, incontrollati.
E quindi, la seconda cosa che vi chiedo è di preordinare il libro sul bookshop di NR edizioni (è sempre un bene sostenere direttamente gli editori indipendenti) oppure su Amazon o altri store online, o ancora nella vostra libreria preferita. I preordini sono fondamentali: sono il segnale più chiaro che il libro interessa e sostengono concretamente il lancio; contribuiscono a farlo notare, a dargli la spinta iniziale e a farlo arrivare a più lettori.
Grazie per avermi letto sin qui. Sono sicuro che ci sentiremo presto, e spero di incontrarvi in libreria durante le presentazioni del nuovo libro.
Ciao,
Francesco






Grazie mille per la tua newsletter, sempre interessante e attendibile, buon proseguimento!